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Innovare e comunicare

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Abbiamo più volte ribadito, dalle pagine di questa rivista, come l’innovazione, specie in tempi di crisi sia la necessaria, inevitabile strada da percorrere per trovare nuove e concrete opportunità per sviluppare la propria attività.
Ma la crisi esiste? La risposta è si: ma non sempre e non per tutti.
Assistiamo infatti a delle situazioni e vediamo dei locali dove è quasi impossibile trovare posto a sedere, altri invece dove le sedie te le tirano dietro. I tavoli anche. A cosa è dovuta questa disparità?
La differenza sta nel fatto che si è riusciti o meno a fare qualcosa di nuovo, a leggere il cambiamento a stare al passo con il mercato, insomma a superarsi. 
Ma come è possibile superarsi quando si è già più o meno bravini, si chiederanno in molti?
Innovando appunto, facendo qualcosa di nuovo e soprattutto di meglio.
Non per nulla negli ultimi tempi, specie nel mondo pizza, vi è una particolare fioritura di nuovi prodotti che vanno ad innovare fortemente specie nella realizzazione del prodotto.
“Ai clienti bisogna dare delle novità!” Affermazione che condividiamo, certo, ma ai clienti bisogna dare anzitutto qualità e metterli nelle condizioni di “vivere” nel locale un’esperienza spazio-temporale quanto mai positiva.
Per esempio ci sono dei locali che fanno una pizza eccezionale ma, siccome non dispongono di un impianto dI areazione adeguato, riducono il cliente a un “fritto misto”, questo è infatti il poco piacevole odorino che lasciano sugli abiti dei clienti e nei capelli delle signore. Non va bene.
Purtroppo la qualità complessiva: prodotto, ambiente, relazioni interpersonali, è un equilibrio che non tutti sono capaci di offrire.
Specie nel settore pizza, dove, partendo dalla convinzione “la pizza si vende sempre e il lavoro più sicuro è quello dove si fa da mangiare” vengono alla luce, dall’oggi al domani, decine di locali spesso gestiti da operatori impreparati che così, tanto per sbarcare il lunario, s’improvvisano ristoratori. Questi avventurieri rovinano la piazza e danno forza ai luoghi comuni per i quali gli operatori della pizza sono ristoratori di serie B.
La qualità è fondamentale per qualificare tutta l’offerta poi, se con la qualità ci sta pure la novità ancora meglio.
Ma potrebbe non bastare ancora per avere successo.
“Se ho fatto qualcosa di buono e non lo sa nessuno, e come se non avessi fatto nulla di buono”.
L’informazione, la sua circolazione orientano il mercato e mettono nelle condizioni i clienti e soprattutto i potenziali clienti di sapere, e quindi scegliere.
Se insieme all’innovazione, alla qualità ci metti anche una buona comunicazione, fai bingo. Ad esempio abbiamo registrato dei ristoratori e pizzaioli così attenti e performanti nell’uso dei social network da dare una spinta incredibile alla notorietà del proprio locale. In taluni casi sono diventati dei veri e propri cult.
E tutto questo in tempo di crisi.
Allora la crisi non esiste?
Non sempre, e non per tutti: in particolare per quelli capaci di innovare e bravi a comunicare.


18/06/2014

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